Stanis Dessy
31/05 - 03/11 2002
MASEDU - Museo d'Arte Contemporanea, via Pascoli 16
Photogallery
Attraverso una vasta esposizione, oltre 250 opere, viene presentato l'intero arco dell'attività artistica del pittore, incisore, illustratore e designer Stanis Dessy (Arzana 1900-Sassari 1986), uno dei protagonisti dell'arte del primo Novecento in Sardegna. La rassegna, voluta dall'Assessorato alla Cultura della Provincia di Sassari e curata da Giuliana Altea e Marco Magnani, lega l'itinerario artistico di Dessy alla sua vicenda biografica, inquadrandolo nel contesto sociale, storico e culturale del suo tempo. Il percorso, pur rispettando un ordine cronologico, lo interrompe con sale incentrate su temi particolari: l'autoritratto, che consente di capire come l'artista concepisse il proprio ruolo sociale e come abbia costruito negli anni la propria immagine pubblica; la famiglia, perno della sua vita a partire dagli anni Trenta e soggetto ricorrente nelle sue opere; i rapporti con il regime fascista, esaminati tramite la ricostruzione della tormentata storia della grande tela La Giustizia, commissionata nel 1940 per il Tribunale di Sassari e mai consegnata. Dessy è noto in campo nazionale per l'attività di incisore, che gli ha valso una lunga serie di prestigiosi riconoscimenti. Nella sua terra d'origine, è conosciuto invece, oltre che per le incisioni, soprattutto per i dipinti della maturità, idillici paesaggi e immediate nature morte di fiori. Ma egli è anche il pittore aggressivo, tagliente, dei quadri giovanili, la cui presa lucida e crudele sulla realtà è in sintonia col clima dei "realismi magici" europei degli anni Venti e fa pensare alla "Nuova Oggettività" tedesca. La mostra getta nuova luce su questo primo periodo, grazie anche al ritrovamento di vari oli e acquerelli inediti. Non solo: viene esaminato l'impegno dell'artista nel campo della scultura, dell'illustrazione, della creazione di ceramiche e di mobili, con la ricostruzione di interi ambienti, come la Sala delle Conferenze nel Palazzo delle Ferrovie di Cagliari, del 1926. Il pubblico ritroverà anche il Dessy che conosce ed ama: una ricchissima scelta di xilografie e acquaforti ne attesta le straordinarie qualità di incisore, mentre gli oli e gli acquerelli del dopoguerra lo mostrano nel suo aspetto più contemplativo e sereno.






