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Un romanzo giovanile dall'architettura composita, in cui non manca «la vita nuorese con tutti i suoi pregiudizi e la sua splendida miseria».
Un romanzo in cui l'essenzialità coesiste con l'introspezione psicologica e la rivelazione di una forte coscienza del male di vivere.
Un romanzo dalla forte componente etico-morale, che segna il passaggio deleddiano alla maturità letteraria.
Uno spaccato della società nuorese della fine dell'Ottocento nei suoi principali ambienti e mentalità.
Un romanzo breve coraggiosamente autobiografico, in cui spira il turbine del ricordo di una passione.
Un romanzo a torto trascurato da critica e pubblico, in cui la tematica etico-morale si esprime tramite l'espediente narrativo di un'eredità contestata.
Un romanzo in cui già si colgono le tracce dell'imminente e articolato progetto letterario di una Grazia Deledda non ancora ventenne.
Il conflitto interiore, tra desiderio e disinganno, di una donna, affiancato da moderne riflessioni sui rivolgimenti sociali.
I tormenti interiori e il dramma esistenziale di Gavina Sulis, ragazza costretta a rinunciare all'amore.
Un romanzo corale sui temi della colpa e del pentimento, incentrato sulla storia della famiglia Zanche.
Franco Franci si impegna per esaudire il desiderio di Pia: costruire un argine che protegga le campagne dalle inondazioni.
Un omicidio immotivato, quello di Carlo Arca, fa da sfondo a un romanzo in cui il fantasma dell'ucciso aleggia sino alla conclusione.
Un romanzo sulla solitudine e sull'infelicità, con costanti rimandi al tema del viaggio o della fuga.
Un romanzo sul lato notturno della vita e sul dolore, attraverso la malattia che affligge la protagonista.
Il vecchio Ulpiano Melis e il giovane servo Luca: un rapporto di rispetto e fiducia in evoluzione, che sfocerà in sofferenza.