Documenti, racconti, composizioni in limba, materiale polimorfico raccolto con cura filiale e inquadrato entro un sistema coerente e originale per offrire un «catalogo generale dell’identità sarda». Un’opera unica.
Le poesie di un autore nuorese di grande modernità, sorte dalla ricerca di innovazione linguistica e dell’invenzione tematica, segnate da un forte impegno civile.
Pagine di autentica poesia, pervase da un sentimento malinconico che trova nelle fatiche dell’esistenza quotidiana i suoi momenti più ispirati e nella riscoperta degli immutabili ritmi della natura lo specchio dei valori più saldi.
Il terzo volume, contenente le raccolte pubblicate postume, completa la riedizione dell’intera produzione di Montanaru. Il poeta dedica le sue ultime liriche agli affetti scomparsi.
Una raccolta di componimenti poetici in sardo che si compone di soggetti religiosi e profani, dei quali l’autore riporta ogni forma linguistica alla sua presunta radice latina.
L’originale contributo del poeta Montanaru a quel clima di “invenzione dell’identità” peculiare degli ambienti culturali dell’Isola del primo Novecento. Il testo sardo è corredato di traduzione italiana.
Preziosa riedizione dei Canti barbaricini (1910) e dei Canti del salto e della tanca (1924), dalla penna del poeta più inquieto e aulico della terra sarda, cantore dei pastori e degli eroi, il più amato del suo tempo.