Preziosa riedizione dei Canti barbaricini (1910) e dei Canti del salto e della tanca (1924), dalla penna del poeta più inquieto e aulico della terra sarda, cantore dei pastori e degli eroi, il più amato del suo tempo.
Una raccolta di componimenti poetici in sardo che si compone di soggetti religiosi e profani, dei quali l’autore riporta ogni forma linguistica alla sua presunta radice latina.
Data alle stampe nel 1950 dall’illustre glottologo neolatinista Max Leopold Wagner, l’opera rappresenta un’autentica pietra miliare nel campo della linguistica sarda.
La nuova e integrale traduzione di un testo fondamentale per la formazione dell’immagine della Sardegna: una minuziosa e appassionata descrizione, tra natura, antropologia e storia socio-politica.
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