Mostre
IL PARADISO TERRESTRE. Salvatore Fancello - Opere ritrovate
SPAZIO ILISSO
10 maggio 2025 - 22 giugno 2025
La mostra Il Paradiso Terrestre. Salvatore Fancello - Opere ritrovate è un invito a riscoprire uno dei più straordinari talenti della ceramica italiana del Novecento: Salvatore Fancello, nato a Dorgali nel 1916 e scomparso prematuramente sul fronte albanese nel 1941, non ancora venticinquenne, e tuttavia capace di distinguersi per una cifra stilistica non assimilabile ad altre esperienze contemporanee, connotata da una forza vivificatrice della materia e del segno che lo rese oggetto di attenzione da parte di artisti quali Lucio Fontana, Aligi Sassu e Agenore Fabbri.
L’esposizione, in collaborazione con la GALLERIA GIUSTINI/STAGETTI di Roma, presenta quattro straordinarie opere miracolosamente riemerse dopo la grande retrospettiva del 1942 alla Pinacoteca di Brera di Milano, al tempo fortemente voluta da amici, compagni di studi, professori ed estimatori dell’artista – tra cui Giuseppe Pagano, Gio Ponti, Giulio Carlo Argan, Cesare Brandi e Giulia Veronesi. Proprio l’eccezionalità del recente rinvenimento di questi lavori, appartenuti al celebre architetto razionalista Giancarlo Palanti (1906-1977) e tra i quali spicca il maestoso graffito del 1940 Il paradiso terrestre (130 x 100 cm) – fantastico bestiario notturno – è l’occasione per celebrare la straordinarietà dell’artista dorgalese: queste opere si aggiungono infatti alle 36 della collezione permanente esposte a Spazio Ilisso, offrendo un’opportunità rara per ammirare nel loro insieme 40 testimonianze della produzione fancelliana.
La mostra si pone anche come tappa ulteriore del lavoro di indagine e valorizzazione dell’artista condotto dalla Ilisso: dopo la retrospettiva del 1942, ampiamente documentata e celebrata dalla rivista Domus con un numero monografico, fu solo nel 1988, in occasione della prima monografia riservata al ceramista dalla casa editrice, che si avviò un’accurata ricerca delle sue opere, seguendo le tracce e le testimonianze di prestatori, collezionisti, compagni di studi e di lavoro. Una ricerca interrotta, che arriva fino ad oggi: attualmente sono infatti noti solo circa 150 disegni compiuti e non più di 100 ceramiche, ma l’auspicio è che la ricerca prosegua ancora, affinché il mondo fiabesco di Fancello possa essere restituito nella sua assoluta straordinarietà.
Le “opere ritrovate”, per le quali è stato edito un apposito catalogo con la prestigiosa prefazione del filosofo Giorgio Agamben, si presentano oggi come preziosi tasselli di un racconto artistico ancora da completare nella sua interezza, in cui ceramica e disegno si fondono in un linguaggio unico e inconfondibile.
Progetto allestimento: Antonello Cuccu
Allestimento: Artigianato & Design di Pietro Fois
Catalogo: Ilisso
Testi in catalogo: Giorgio Agamben