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Edito nel 1914, è il reportage di un ufficiale toscano inviato in Sardegna per combattere il banditismo, che ancora oggi trasmette la sua carica provocatoria a partire dal titolo, considerato sin dal primo apparire come “disumano”. La «caccia grossa», infatti, è quella che si fa alle fiere, e, in senso figurato, è la ricerca e la cattura di una preda cospicua (una persona molto importante, un delinquente famoso). Ed è in questo senso che Bechi intitolerà il libro dedicato al racconto della campagna contro i delinquenti della Sardegna interna. La tattica consiste nel fare il vuoto intorno ai latitanti, tagliando loro tutte le vie di comunicazione con le famiglie, gli amici e i favoreggiatori. Anzi, ponendo tutt’intera la comunità del Nuorese, del vicino Goceano e delle Barbagie sotto l’accusa di favoreggiamento. L’applicazione più rigorosa di questo concetto è il blitz d’una notte di maggio, fra il 14 e il 15, che Bechi chiamerà «la notte di San Bartolomeo»… Caccia grossa si propone così come il libello polemico di un autore che prende parte in modo schematico contro le connivenze di un sistema sociale che del “bandito” ha fatto il proprio eroe. Un libro fondamentale per comprendere uno dei fenomeni più inquietanti che per tanto tempo ha attanagliato l’Isola.
Volume n. 22
Copertina: Costantino Nivola
Senza titolo, 1966.
Volume n. 22
Copertina: Costantino Nivola
Senza titolo, 1966.
| Anno | 1997 |
| Dimensioni | 16,7 x 12 cm |
| Pagine | 200 |
| ISBN/EAN | 88-85098-67-3 |
| Lingua | Italiano |
| Formato | Cartaceo |







