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Paride Rombi nacque nel 1921 da una famiglia di oriundi genovesi, a Calasetta, nell’isola di Sant’Antioco. Ultimo di quattro fratelli, trascorse l’infanzia nel paese natale dove fece le scuole elementari. Frequentò poi il ginnasio e il liceo a Iglesias e infine, «nei tempi oscuri della fine della guerra e del dopoguerra», si trasferì a Cagliari per studiarvi giurisprudenza. Tuttavia, è la sua regione natale, il Sulcis, a dominare con luci e ombre su quasi ogni pagina di Perdu (qui proposto con l’illuminante prefazione della scrittrice Maria Giacobbe), romanzo col quale nel 1952 vince il “Premio Grazia Deledda”, allora alla sua prima edizione. In questi «luoghi silenziosi e semplici», ma tanto drammatici, vige una corrispondenza tra la natura e l’intrecciarsi e il divampare dei sentimenti accorati della gente che vi abita, ed è qui che inizia, matura e si compie il destino di Perdu, protagonista del libro. Figlio di “padre ignoto” e di Angiuledda, Perdu cresce sino ai sette anni e mezzo insieme al nonno. Col passare del tempo però, il bisogno di riuscire a scoprire l’identità del padre diventa per lui un’idea fissa. L’ossessione gli dà tregua quando la giovane madre sposa un uomo che lo riconosce come suo figlio anche di fronte alla legge. Ma la tregua è solo l’attimo di quiete prima dell’esplosione della tempesta.
Volume n. 58
Copertina: Carmelo Floris
Ragazzo, 1928 circa.
Volume n. 58
Copertina: Carmelo Floris
Ragazzo, 1928 circa.
| Anno | 2000 |
| Dimensioni | 16,7 x 12 cm |
| Pagine | 168 |
| ISBN/EAN | 88-87825-15-7 |
| Lingua | Italiano |
| Formato | Cartaceo |







