I tormenti interiori e il dramma esistenziale di Gavina Sulis, ragazza costretta a rinunciare all'amore.
Il conflitto interiore, tra desiderio e disinganno, di una donna, affiancato da moderne riflessioni sui rivolgimenti sociali.
Un romanzo in cui già si colgono le tracce dell'imminente e articolato progetto letterario di una Grazia Deledda non ancora ventenne.
Un romanzo a torto trascurato da critica e pubblico, in cui la tematica etico-morale si esprime tramite l'espediente narrativo di un'eredità contestata.
Un romanzo breve coraggiosamente autobiografico, in cui spira il turbine del ricordo di una passione.
Uno spaccato della società nuorese della fine dell'Ottocento nei suoi principali ambienti e mentalità.
Un romanzo dalla forte componente etico-morale, che segna il passaggio deleddiano alla maturità letteraria.
Un romanzo in cui l'essenzialità coesiste con l'introspezione psicologica e la rivelazione di una forte coscienza del male di vivere.
Un romanzo giovanile dall'architettura composita, in cui non manca «la vita nuorese con tutti i suoi pregiudizi e la sua splendida miseria».
La storia di un'eroina che restituisce dignità e autorevolezza al ruolo femminile, fino ad allora oppresso da schemi culturali consolidati.
Un dramma in cui si scontrano istinto e giustizia codificata, giocato sulla condanna di un uomo senza colpa.
I temi della lacerazione del distacco dalla terra d'origine e dagli affetti, in un "romanzo d'esilio, sardo, romano e borghese".