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Il De profundis è un romanzo-saggio di Salvatore Satta concepito negli anni conclusivi della seconda guerra mondiale, quando da poco è trascorso l'8 di settembre 1943, giorno della resa del paese agli anglo-americani, epigrafato dall'autore come «la morte della patria» che porterà alla fuga del re e di Badoglio, ai fiumi di sangue versati dai patrioti di Cefalonia e delle famigerate "quattro giornate" napoletane. Questo è l'humus, la tragedia della guerra, l'umiliazione che spinge Satta a intonare il canto funebre De profundis clamavi ad te, Domine per la morte di tutte le cose, in uno straziante cordoglio che va aldilà della comprensione e della pietà dei suoi compratrioti per un defunto passato e un defunto regime a cui essi, per primi, avevano aderito. Come i classici "veri" il De profundis non nasce grande ma lo diventa, e ancora questa volta il nome del giurista-scrittore si è affiancato, con la discrezione e la pregnanza che gli erano consone e che oggi mancano, alle più alte riflessioni sul concetto di Patria e, in generale, sul senso della Patria italiana nella storia, nella "sua" storia. Un monito a non dimenticare.
Volume n. 92
Copertina: Aligi Sassu
Gli argonauti, 1931 (particolare).
Volume n. 92
Copertina: Aligi Sassu
Gli argonauti, 1931 (particolare).
| Anno | 2012 |
| Pagine | 184 |
| ISBN/EAN | 97-888-6202-129-6 |
| Lingua | Italiano |
| Formato | Elettronico: ePub |







