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Home/Catalogo/LA BELLA DI CABRAS
L’autore costruisce un racconto nel quale l’elemento romanzesco si mescola a quello descrittivo, presente sin dal capitolo iniziale, dedicato a un’ampia e dettagliata descrizione del villaggio di Cabras. Ed è da questo luogo che, come recita il titolo, prendono l’avvio le vicende della giovane cabrarese, costretta dalla miseria a lasciare la propria famiglia e il promesso sposo per recarsi a lavorare come “serva” a Oristano presso una nobile casa di possidenti. In città la fanciulla viene sedotta e abbandonata dal giovane rampollo, che la restituisce a una miseria ancora meno sopportabile di prima. Un dramma d’amore dietro il quale si cela un lucido ritratto della società sarda di fine Ottocento, carico di tutte le contraddizioni dell’epoca. A impreziosire la presente riedizione dell’opera, il ricco e puntuale saggio critico dell’italianista Giuseppe Marci, che, citando La Via dei Canti di Bruce Chatwin, analizza finemente la necessità descrittiva che accompagna l’autore nel romanzo: «“L'uomo crea il suo territorio dando un nome alle cose che ci sono”: nominare, definire, descrivere, sono atti di una conoscenza che anche significa relazione con un particolare territorio, dice che lo conosciamo, che è nostro, ci appartiene».
Volume n. 61
Copertina: Giuseppe Biasi
Volto di giovinetta, 1918 circa.
Volume n. 61
Copertina: Giuseppe Biasi
Volto di giovinetta, 1918 circa.
| Anno | 2001 |
| Dimensioni | 16,7 x 12 cm |
| Pagine | 400 |
| ISBN/EAN | 88-87825-25-4 |
| Lingua | Italiano |
| Formato | Cartaceo |







