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Pubblicato nel 1981, La veranda, scritto fra il 1928 e il 1930, è riedito dalla Ilisso con la ricca prefazione di Aldo Maria Morace, che ne ripercorre anche l’avventuroso e romantico repêchage. Satta vi inscena l’esistenza di alcuni degenti di un sanatorio, afflitti dalla tubercolosi, a contatto con la morte ma anche con l’amore. L’io narrante è un giovane avvocato che si trova precipitato all’improvviso tra la vita e la morte, ed è proprio questa condizione esistenziale la protagonista assoluta di una comunità disperata e reale. Il sanatorio è un universo concentrazionario che rivela i malati a sé stessi, nella infinita fragilità del loro essere; e con cui il giovane avvocato entra in contatto attraverso i refoli di conversazione che gli giungono, appunto, sulla veranda comune in cui sono consumate le ore mattutine, a sottolineare la perdita dell’identità umana, ridotta unicamente alla tensione spasmodica a sopravvivere. Più che personaggi, figure, volti, sfilano presenze umane, che si confessano «davanti a un giudice invisibile», profilate per linee radenti e per frammenti di storie personali. Pur con le dovute distanziazioni, nel suo divenire rivelazione della malattia e della morte come metafora dell’esistenza La veranda si pone come il corrispettivo italiano della Montagna incantata di Thomas Mann.
Volume n. 73
Copertina: Bernardino Palazzi
Pensieri, 1958.
Volume n. 73
Copertina: Bernardino Palazzi
Pensieri, 1958.
| Anno | 2002 |
| Dimensioni | 16,7 x 12 cm |
| Pagine | 192 |
| ISBN/EAN | 88-87825-38-6 |
| Lingua | Italiano |
| Formato | Cartaceo |







