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La lingua sarda. Storia, spirito e forma è il libro che ha consacrato Max Leopold Wagner come il più profondo conoscitore del sardo antico e moderno. La materia è distribuita in diciassette capitoli. I primi due tratteggiano i lineamenti delle vicende politiche ed ecclesiastiche che fecero da sfondo alla storia della lingua sarda. Il terzo contiene una serie di notizie essenziali sui più antichi documenti del sardo, sui primi studi, sulla vitalità della lingua nei tempi passati e moderni, sullo statuto del sardo all’interno del dominio romanzo. I capitoli che vanno dal IV all’XI costituiscono il cuore del libro e sono dedicati alla ricostruzione degli strati lessicali presenti nel sardo, dal fondo latino ai vari elementi: punico, greco e bizantino, germanico, arabo, catalano e spagnolo, italiano e infine paleosardo. Tutta questa sezione, compresi i primi tre capitoli introduttivi, abbraccia ben tre quarti dell’intera opera. Il rimanente quarto esamina brevemente in sei capitoli, anch’essi di taglio storico, i caratteri fonetici, i principali fenomeni morfologici, la formazione delle parole, la sintassi, la suddivisione dialettale del sardo e, per concludere, la lingua della poesia.
Volume n. 13
Copertina: Mario Delitala
Nostalgia di Sardegna, 1916.
Volume n. 13
Copertina: Mario Delitala
Nostalgia di Sardegna, 1916.
| Anno | 1997 |
| Dimensioni | 16,7 x 12 cm |
| Pagine | 440 |
| ISBN/EAN | 88-85098-58-4 |
| Lingua | Italiano |
| Formato | Cartaceo |







