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Scritto nel 1936, Un anno sull’Altipiano venne e pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1945. Il romanzo è scritto a più di vent’anni dagli avvenimenti descritti, e l’intento dell’autore è quello di fornire un “documento” sulle atrocità e sull’insensatezza della guerra. Nella narrazione vengono riportati gli aspetti più salienti della vita in trincea, con ampie descrizioni delle immani sofferenze degli uomini in combattimento, l’atmosfera di paura che anticipava l’assalto, il terrore per i bombardamenti dell'artiglieria avversaria, le enormi perdite per conquistare pochi metri di terreno e le trincee avversarie, che venivano quasi regolarmente perdute dopo poco. Tutta l’assurdità della guerra. La critica verso gli ufficiali superiori e i generali che erano responsabili della condotta dei combattimenti è senza dubbio feroce, e riflette gli accenti di aspro antimilitarismo che caratterizzava l'autore al momento della redazione del romanzo. Il racconto è narrato in prima persona, esattamente come se si stesse svolgendo in quel momento. L’impressione che ne deriva è che il sottotenente – poi tenente, poi capitano Lussu –, più che raccontare, viva la guerra sotto i nostri occhi, dando al romanzo una grande potenza realistica e offrendo una lettura massimamente coinvolgente.
Volume n. 39
Copertina: Carmelo Floris
Monte Zebio, 1916.
Volume n. 39
Copertina: Carmelo Floris
Monte Zebio, 1916.
| Anno | 1999 |
| Dimensioni | 16,7 x 12 cm |
| Pagine | 208 |
| ISBN/EAN | 88-85098-89-4 |
| Lingua | Italiano |
| Formato | Cartaceo |







